Somebodies

DRIM | Contemporary art ground

in collaborazione con

GLIACROBATI

SOMEBODIES

Samaneh Atef | Sara Crepaldi | Irma Molinari

a cura di Andrea Sbra Perego

testo di Federica Patera

opening: martedì 5 luglio h. 18 – 21

dal 6 al 29 luglio h. 15 – 19 su appuntamento

Via Mazzini 50/G, Torino

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DRIM | Contemporary art ground inaugura la sua nuova sede espositiva in via Mazzini 50/G a Torino con una collettiva realizzata in collaborazione con la galleria Gliacrobati.

In mostra le opere di Samaneh Atef, Sara Crepaldi e Irma Molinari, tre artiste che fanno dell’indagine sul corpo la loro chiave d’accesso, con un occhio di riguardo per la figura femminile, che è spesso centrale nelle loro opere e diventa l’elemento su cui installare il mondo interiore e quello esteriore, in un gioco di rimandi che li rende metafora, o habitat, uno dell’altro.

A partire da questo fulcro comune, le tre artiste si affidano a tecniche differenti in grado di indentificarle. Al predominio dell’inchiostro di Samaneh Atef, caratterizzato dalla costanza di un tratto fitto e verticale, che sembra quasi marcare il trascorrere costante del tempo, come se ogni secondo o giorno corrispondesse a un tratto, si accosta la fluidità dell’acrilico di Sara Crepaldi, che si scarica nel tentativo di conservare il più a lungo possibile il pennello aderente al foglio, e all’originalità paradossale, straniante e insieme inevitabile, di Irma Molinari, che trucca maschera ridefinisce ed ernia le sue figure attraverso i cosmetici, sfruttando la loro confidenza con la pelle umana per farle abbassare la guardia e oltrepassarla.

Nello specifico, Samaneh Atef (Iran, 1989) pone la sua attenzione sulla carica archetipica e simbolica della donna e in parallelo si interroga sulla realtà della sua condizione.

Nei lavori di Sara Crepaldi (Torino, 1987), i corpi si fanno carico delle emozioni, che pesano su di essi rendendoli caricature in sottrazione, in cui i dettagli esplodono ed invadono spazi che di norma non dovrebbero appartenere loro.

Irma Molinari (Torino, 1962) scende ancora di più, si avvicina al viscerale, all’istintuale, fa del subconscio e dell’oscurità un terreno di sfumature e di segni ripetuti.

Somebodies è un viaggio che percorre un asse verticale, dall’alto verso il basso e poi di nuovo dal basso verso l’alto, dall’universalità degli archetipi all’universo dell’istinto.